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dal Libro delle Attivitą
L’Icona
Realizzata nel 1994 secondo i canoni della iconografia bizantina,l'icona ripropone l'immagine del santo, e lo raffigura giovanetto su un cavallo  
bianco mentre attraversa il fiume Metauro (l’attuale fiume Petrace presso Gioia Tauro), di cui aveva miracolosamente fermato con la verga le  
acque vorticose. Tale raffigurazione è fedele alla descrizione del Santo contenuta nel bios scritto da Pietro Vescovo di Taureana nell’VIII secolo:
San Fantino il cavallaro appare giovane e bello, di buona statura, dai capelli neri e lisci, in aspetto da cavaliere, avvolto d’una clamide  
(mantelletta) come un atleta, montato su un forte cavallo (da cui forse oggi deriva il fantino), nel medesimo aspetto e nella medesima forma con  
cui di solito appare in sogno  alla gente del luogo”.